PER UN PD CHE SAPPIA ASCOLTARE E POI DECIDERE

Ore 22.00 Le Invasioni Barbariche su La7. Ospite Serena Dandini ed in collegamento una parlamentare del PD.

Immerso in un annoiato esercizio di zapping riesco a cogliere un passaggio della conversazione. La Bignardi domanda all’onorevole quanto i parlamentari siano stati coinvolti nella vicenda del momento “governo si , governo no, governo forse “(la sintesi è mia).

La risposta è sconvolgente ed ha questa forma: dal 25 marzo, giorno delle elezioni, ci siamo visti due o tre volte in tutto. Sul governo abbiamo solo ascoltato alcune considerazioni.

La cosa non mi ha sorpreso. Ha semplicemente contribuito ad accrescere quel senso di vuoto che, come cittadino legato al PD ed al suo progetto politico, mi porto dentro da un po’ di tempo.

Nell’epoca dello streaming globale in cui la politica (anche quella con la P maiuscola) viene fatta accomodare al tavolo del giudizio peressere umiliata anche nel pieno esercizio delle sue funzioni (ad esempio formare il governo democratico del nostro Paese), non riesco a concepire la mancanza della buona pratica dell’ascolto reciproco. Non solo dei soliti noti, ma dei molti e competenti onorevoli che abbiamo contribuito ad eleggere nelle ultime elezioni politiche.

Ascoltare per non morire di assenza! Potrebbe essere un buon modo per uscire dal pantano di ogni personale battaglia, tipica di coloro che non sanno agire ma solo contenere, che sono capaci solo di opporsi ma mai di governare.

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°24

UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°24

Uno strumento agile per provare a parlare di politica.
Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.
Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a
tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.
Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di idee
Per chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere
cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.it

BLOGGHERIE:

Impariamo a parlare dei fatti: anche questo é provare a crescere politicamente.

Per questo urge rinunciare a contrastare il governo (quando sbaglia) ed i suoi alleati con un generico NO, riappropriandosi piuttosto del ruolo indispensabile di chi preferisce dire: IO FAREI COSI’.

E se poi questo IO si trasforma in un NOI, la cui energia si propaga progressivamente nella società, allora, finalmente, potremmo dire che il nostro desiderio di PARTITO é stato finalmente appagato.

Certo ci sono situazione tanto grottesche che meriterebbero una polemica spicciola. La vicenda che si é venuta a creare intorno ad ALITALIA é sicuramente un fatto di inefficacia delle scelte politiche che pesa e peserà sull’operato di questo Governo. E poi la gestione sconsiderato delle riforma scolastica, giusta nella premessa, ma assolutamente impresentabile nelle modalità di realizzazione.

Tutte vicende, insieme ad altre, che gravano su questo governo.

Ma questo per un’opposizione moderna non é il punto di arrivo, ma un punto di partenza. Dietro un NO eccessivamente “Piazzaiolo” c’é solitamente poca prospettiva, scarsa progettualità che si traduce in una fiammata di visibilità destinata ad annegare nel mare magnum dell’ordinaria amministrazione di un Governo che utilizza il decreto come strumento privilegiato di azione.

REALTA’:

Poi c’è la realtà di tutti i giorni che vede sempre più famiglie costrette a ricorrere alle risorse economiche accantonate.

Ci sono sempre più famiglie che non riescono a pagare la rata dei propri mutui.

Ci sono sempre più anziani che non arivano alla fine del mese.

Ci sono i licenziamenti e le sospensioni temporanee del lavoro.

Ci sono provvedimenti che difficilmente creeranno le condizioni di contenimento di una crisi che si prospetta di portata inimmaginabile.

Ci sono le affermazioni di un capo del governo che fa riscorso alle armi commerciali del “NON SUCCEDERA’ NULLA” perchè probabilemnte non ha nessun altro argomento.

Ed in tutto questo il progetto mi sfugge.

Mi chiedo infatti come sia possibile pensare di uscire da una situzione così complessa senza gettare le premesse di un PROGETTO DI SOLIDARIETA’ SOCIALE in cui la redistribuzione e la ragionevolezza delle parti siano le colonne portanti di un nuovo edificio.

Perchè l’unico modo per uscire indenni da questa situazione é la coesione sociale. Proprio quella che questo governo con i suoi provvedimenti sembra proprio voler escludere a priori.

Il risultato é una progressiva lacerazione del tessuto sociale italiano, con una crescente spaccatura tra i ceti abbienti e tutto il resto (ceto medio in estinzione e mondo operaio).

Buona strada

Alessandro Bencini

P.S Se vi va leggete la Bella recensione del mio libro NON RESTA CHE PARTIRE apparsa in settimana sul settimanale Toscana Oggi.

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°20

UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°20

Uno strumento agile per provare a parlare di politica.
Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.
Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.
Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di idee
Per chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.it

BLOGGHERIE:

L’estate narcotizza…per fortuna rilassa. Ripartire è sempre complicato a maggior ragione se ti aspetta un settembre incasinato come quello che ho avuto.

Molti di voi mi hanno sollecitato a ripartire (disgraziati, dirà qualcuno). Mi sono accorto che in molti aspettavano UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO come momento di riflessione personale ed a volte collettiva. Ed allora eccomi qui…ancora una volta a cercare di creare una rete di relazioni.

Quale Partito e per chi?

Ad un anno dal discorso del lingotto cosa resta? Non siamo alla resa dei conti ne tanto meno alla ricerca di facili soluzioni…ma un pò di realismo, dopo il periodo del tutto é possibile, certo non guasta.

Per chi non se ne fosse accorto, Berlusconi è al governo. A colpi di decreti (anche Fini se n’è accorto) sta procedendo a fasi alterne lungo la strada delineata in campagna elettorale. Come capita spesso tutto ciò che viene promesso si trova a scontrarsi con la realtà e le vicende nazionali ed internazionali che condizionano e non poco il comportamento dei vari attori istituzionali. Prima l’11 settembre oggi la crisi finanziaria (non ci sarà mica qualcuno che tira la scarogna?). Con una maggioranza schiacciante in entrambe le camere ed avendo collocato nei ruoli cardine ministeriali personaggi di profilo medio basso che dipendono senza ma e senza se dalle sue decisioni, il capo del governo sta esercitando un controllo diffuso e unidirezionale su molte scelte dell’esecutivo.

E fino a qui tutto bene, se tutto questo non fosse un falso problema.

Perchè la questione é un’altra. Il problema é tutto nostro. In pancia nostra.

Tutti quelli che ci vogliono far credere che le sventure del PD sono da addossarsi esclusivamente ad un clima di dittatura mediatica e di decisionismo diffuso commettono un errore dovuto ad una a volte volontaria cecità politica ma soprattutto commettono più o meno volontariamente errori che in questo momento rischiano di avere conseguenze irreparabili.

Il problema è un altro: che cosa abbiamo da dire alla gente….ma soprattutto da dirci tra di noi (primo elemento fondante ogni embrione partitico). Quali le nostre opinioni? Dove i luoghi di confronto? Dove la nostra identità?

Difronte al decisionismo del governo Berlusconi, quanto stride il comportamento della maggioranza ulivista nei due anni di governo Prodi! Quanto siamo stati incapaci di governare! Quanto siamo stati incapace di ascoltare gli umori del paese! Quanta poca cultura di governo abbiamo dimostrato di avere!

Lezione capita? Niente affatto. E via nuovamente la bambolina. Tutto come prima: iniziano le danze. Tutte le pecche e le debolezze nascoste durante la campagna elettorale sono improvvisamente venute al pettine. E quella cultura dell’orticello è nuovamente emersa.

Tutti quelli che ne hanno fatto uno stile di vita si sono immediatamente ambientati.

A tutti quelli, invece, che come me hanno da sempre visto nella politica la declinazione di tutto quello che nella vita non é l’interesse personale …è iniziato il mal di pancia ed un po’ di gastrite.

Ed eccoci nuovamente a cercare di legittimare le conclusioni a cui la storia italiana in passato ci aveva abituati, in cui nessun tentativo di fusione ha mai portato ad un risultato continuativo neppure di una legislatura e neppure se si trattava di coalizione elettorale (vedi Governo Prodi).

Ed allora che fare…Se lo sapessi…L’unico modo che conosco è progettualità e lavoro. Difficile da farsi quando entrano in gioco l’interesse personale di tutti coloro che scambiano il proprio successo con l’attenzione alla collettività.

C’è bisogno di una squadra…c’è bisogno dei giovani, ma dei giovani adulti, che sappiano percorrere strade nuove e non siano la brutta copia di chi li ha preceduti…Di loro voglio salvare solo gli esempi di chi ha vinto e perso sempre a proprie spese…dei La Pira, degli Zaccagnini, dei Moro, dei Berlinguer…e di tanti altri come loro.

Di tutti gli altri Politici affaccendati e delle loro brutte copie che nascono da terreni aridi, non so proprio che farmene.

Crisi finanziaria:

Siamo difronte ad un momento di grave crisi…annunciata…ma ora operante.

Come tutte le volte in cui il genere umano crede di avere raggiunto, almeno in certe parti della società, la definitiva immortalità, ne paga le conseguenze.

Ed ecco forse alle porte un cambiamento epocale in cui probabilmente la fine del capitalismo é solamente un aspetto.

L’impressione é però che sia ancora troppo presto per cercare di capire qualcosa…come ogni evento che non parla il linguaggio scientifico di chi lo ha preceduto non può essere spiegato razionalmente.

Occorrerà tempo e forse una serie di tentativi di risposta che strada facendo si dimostreranno i più appropriati ad affrontare la nuova crisi.

Ed una soluzione va trovata in fretta visto che la crisi dalle Borse sta progressivamente spostandosi all’economia reale: posti di lavoro, spesa, acquisti, ecc. Il rischio é di mettere progressivamente alla sbarra tutto quella fascia della società che qualche decennio fa veniva denominato il ceto medio a cui dopo aver venduto il sogno dell’eterno benessere ora si chiede di saldare il conto. Per questo c’è bisogno di detassare ed aumentare gli stipendi…il Governo batta un colpo.

Come sempre attendo i vostri commenti.

Buona strada a tutti

Alessandro

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMNETO N°16

UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°15 Uno strumento agile per provare a parlare di politica.Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di ideePer chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.itMa non sarà mica Highlander? Il dubbio mi prende anche questa volta. Ancora una volta…ancora una volta! Pensavo che potesse essere solo un ricordo, un brutto ricordo, ma invece eccoci qua a guardare lo stesso film già visto in altre circostanze: Bossi,Berlusconi, Fini che esultano per l’ennesima vittoria. E mi chiedo un’altra volta come si possa…o come la gente abbia potuto. Ma i numeri sono numeri e la democrazia, per fortuna, tale da permettere a posizioni differenti di competere e poi, infine, di prevalere. E mi convinco però sempre di più che la Toscana é una cosa ed il NordEst un’altra. E non voglio essere banale ma solamente realisticamente spicciolo con questa affermazione. Perchè se nel settentrione di Italia ancora fatichiamo a farci riconoscere come una forza di cambiamento ci deve pur essere qualcosa che non va. Forse quello che non va é proprio quella ricetta unica che anche in questa campagna elettorale, meno che nelle altre, abbiamo sbandierato. Cioè il non considerare quelle regioni come una cosa a parte, come il luogo in cui si concentrano le grandi contraddizioni del nostro paese. Forse Berlusconi proprio questo ha capito ancora una volta con una lucidità disarmante, riproponendo un’alleanza non con la solita Lega ma con un partito in grado di fare da collettore di tutti quei voti tradizionalmente di sinistra che non si sentivano più tutelati da una certa politica alla Percoraro Scanio/Caruso/Bertinotti/Luxuria. Forse non siamo stati in grado di cogliere la portata dell’impatto negativo dell’esperienza governativa di Prodi, o meglio, più corretto, dell’incapacità di quel governo di comunicare con il paese. Forse non abbiamo avuto il coraggio, o semplicemente la possibilità, di prendere anche le distanze da alcune scelte di quell’esperienza governativa. Forse é stato veramente troppo l’immagine di quel carrozzone dei 38 convocati a Napoli da Prodi per decidere di non decidere: il tutto a spese dei contribuenti sempre più oberati dalla mannaia della diminuzione del potere di acquisto. Forse ha ragione Cacciari quando sostiene che c’è necessità di un “PD del NORD”, che scelga di guardare al Nord come il luogo decisivo di ogni vittoria politica e per fare questo non si limiti esclusivamente a candidare Calearo ma adotti la strategia dell’ascolto e delle risposte politiche adeguate. Forse paghiamo scelte di alleanze elettorali (con i radicali?) prive di una ragionevole progettualità politica. Forse, e questo é giusto dirselo, abbiamo avuto poco tempo per incidere realmente su uno svantaggio che si presentava di proporzioni mai viste. Forse…forse…. Potrei continuare ad alencare i forse che con l’andare del tempo dovranno necessariamente diventare tentativi reali di lettura di una competizione politica dalle mille varibili e sfaccettature, che ci riconsegna un assetto politico profondamente nuovo ed i cui equilibri dovranno essere verificati. Onore ai vincitori, questo é giusto, e giù ogni alibi, giù ogni tentativo che purtroppo ho sentito serpeggiare in queste ore che tutto ciò che abbiamo fatto come PD sia stato giusto: ogni volta che gli elettori non ti votano é colpa di chi quei voti é andato a cercarli e non li ha ottenuti. Da qui dovremmo ripartire con assoluta onestà e forti del nostro 33% (non il 35% tanto sperato) provare ad ascoltare il paese alle sue varie polarità. Il progetto del PD, e di questo ne sono fermamente convinto, é salvo. L’idea di un Partito che si costituisca dal basso e grazie alla spinta dal basso é sicuramente vincente. Dalla gente dobbiamo ripartire con l’entusiasmo profuso da molti giovani in questa campagna elettorale e con la speranza che solo una rinnovata stagione di ASCOLTO DEL PAESE ci potrà dare la possibilità di opporsi allo strapotere dei nostri avversari politici. Si profilano cinque anni di possibile governabilità, con una maggioranza coesa ed un’apposizione (per la prima volta priva di spinte ideologiche) che, a parte qualche cespuglio radicale, può veramente essere unita nelle proprie rivendicazioni. Vigileremo e costruiremo nuova strada partendo da quanto fatto fino ad ora, per fare, dopo un attento esame di coscienza, un ulteriore salto di qulaità… Buona strada Alessandro

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMNETO N°15

UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°15 Uno strumento agile per provare a parlare di politica.Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di ideePer chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.itLa corsa eletorale sta finendo, e come sempre capita l’ultima settimana é riservata alle ultimi proposte: quelle speciali. Sorprende, però, come da una parte (PDL) si continui a rilanciare gli stessi solgan delle settimane precedenti (forse degli anni precedenti) con le stesse modalità (cambiano solamente i bersagli: ad esempio non c’è più Ciampi ora c’è Napolitano) e, cosa più grave, con gli stessi contenuti generalistici; mentre dall’altra (PD) il proprio leader sta cercando di dare concretezza alle proposte programmatiche delle settimane precedenti e lo fa con l’unico strumento che ad oggi un governo può utilizzare: concrete proposte di legge (si veda le proposte consegnate mercoledì sera da Vespa http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=49098). E se lo stesso De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore, (durante Porta a Porta di mercoledì) dopo un momento di smarrimento, incalzato da Veltroni, é stato costretto ad ammettere che la copertura del programma del PD, su cui il suo giornale aveva sollevato qualche perplessità, é invece reale, mi viene da esclamare: finalmente un pò di coerente concretezza.. Lasciando però da parte la polemica sterile, vorrei provare, in questo mio ultimo POST prima delle elezioni, a fare sintesi su alcune questioni cruciali nel confronto tra i due schieramenti: CERTEZZA CONTRO INCERTEZZA:Il Governo di una Nazione moderna deve poter garantire la certezza delle propire promesse programmatiche. Veltroni: “il programma é questo”, “la nostra posizione é unica”. La questione Alitalia lo dimostra (unica posizione di tutto il partito). Berlusconi: “Penso che potrei…”, “Ci penso io…”. Ricorda un pò l’equilibrismo già visto di tutti i governi precedenti (Prodi compreso), con l’unico obiettivo di accontentare un pò tutti all’interno dello schieramento. UNITA’ DELLA NAZIONE CONTRO DIVISIONE:In una fase di grande crisi economica/istituzionale l’unico elemento che ci può garantire il superamento delle difficoltà é riconfermare con forza il valore dell’Unità Nazionale come punto di partenza di ogni progetto politico di rilancio: Veltroni: invia una lettera a Berlusconi in cui lo invita a sottoscrivere un patto per l’Italia unita. Berlusconi: “lettera irricevibile”, schiacciato dalla contraddizione Lega al Nord/Lombardo in Sicilia (Borghezio: o Bossi al governo o secessione) Domanda : cosa ci stanno a fare gli elettori di AN in una coalizione così? LOTTA ALLA CRIMINALITA’ CONTRO ATTACCO ALLA MAGISTRATURA:Veltroni: “Mafiosi non ci votate”. “Non abbiamo bisogno dei voti della mafia”. Berlusconi: “Test di sanità mentale per i PM”. Bossi: “Il Nord imbraccerà i fucili”. CHIAREZZA SULLA POLITICA ESTERA CONTRO CONFUSIONE:Veltroni: “continueremo la missione in Afghanistan e Libano”. “No ad un coinvolgimento in Iraq”. Berlusconi: deve gestire la distanza in politica estera con la Lega di Bossi che anche durante il governo Prodi ha votato sempre in controtendenza rispetto a FI ed AN. E potrei continuare ancora, ricordando la chiarezza del PD sulla riforma dello stato, della sanità, del mercato del lavoro (sì alla contrattazione secondaria). Passi importanti per la modernizzazione di uno Stato che ha bisogno di qualcuno che decida senza dover rendere conto ogni volta all’alleato di turno che si é trovato ad imbarcare solamente a fini elettorali. Pensiero finale: Non so se il PD riuscirà a vincere le elezioni. Credo però che un elemento di novità lo abbia portato: un’unica voce, un’unica idea, un unico programma. E’ la grande novità della politica italiana da sempre frammentata ed alla ricerca di equilibri all’interno di cartelli elettorali alla prova dei fatti incapaci di governare. Parole come modernizzazione, contrattazione di secondo livello, semplificazione, meritocrazia non sono più parole a coreografia di un programma mastodontico, ma obiettivi perseguiti e perseguibili mediante disegni legge chiari e già scritti. L’unica obiezione possibile, cari amici che ancora siete indecisi, é dunque nella validità della proposta dell’avversario politico (PDL) che oggi, però, appare simile a quella dei governi precedenti: frammentaria, raffazzonata, lasciata alla capacità mediatoria del proprio leader, con il grosso limite di aver perso per strada il contributo moderato della componente cattolica (Casini). Buon voto, dunque, nella consapevolezza che andare a votare questa volta non avrà il valore di tutte le altre volte. Buona strada Alessandro

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMNETO N°14

UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°14 Uno strumento agile per provare a parlare di politica.Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di ideePer chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.it Sommario: 1) Bloggherie 2)L’angolo delle ideeBLOGGHERIE E’ la solita storia…. Chi avesse avuto qualche dubbio è stato finalmente accontentato: su Alitalia, come sulla decisione di andare al voto nonostante una legge elettorale impresentabile, il Cavaliere ha anteposto l’interesse di una parte: la sua. Il senso di stato? è una cosa rara di questi tempi. Allora una domandina semplice semplice: ma come è possibile governare una Nazione con gli occhi di una parte? Non stiamo discutendo dell’opportunità o meno di avere idee proprie da mettere sul tavolo, né tanto meno delle necessità di promuovere personali ricette. Stiamo parlando piuttosto di quella merce rara che, fino a qualche decennio fa, andava sotto il nome di STATURA POLITICA. Per intendersi quella di Moro, Berlinguer, La Pira, Einaudi….Quella che ti permette di fare sintesi e di costruire percorsi condivisibili da più parti. Alla politica della corresponsabilità (cittadini/amministratori di tutti i livelli) si è progressivamente sostituita quella che io chiamo politica mercato. Ebbene sì, cari amici, ogni giorno ad un’ora ragionevole nelle piazze mediatiche della nostra amata nazione si alzano i bandoni del locale MERCATO POLITICO . E via con le offerte e via con le grida e via con le cose dette e non dette, fatte intuire o solamente accennate. La politica mercato si è ORMAI IMPOSSESSATA delle nostre menti a tal punto da farci credere realistica l’ipotesi berlusconiana di poter creare l’ennesima cordata italiana (sempre i soliti nomi, sempre quelli che ad ogni necessità vengono messi in prima linea) per l’acquisto di Alitalia. A tal punto da convincerci che come sempre sia sufficiente una telefonata del cavaliere per mobilitare capitali (di altri) e creare nuove aggregazioni. E di nuovo slogan e di nuovo parole gettate al vento, prive di fondamento (né reale, né tanto meno ipotetico): illusioni, signori e signori…illusioni gettate con così grande forza nel paese da far credere che si sia veramente prossimi ad un altro cambiamento epocale che potrebbe mettere definitivamente in crisi anche la mia pur recente teoria sulla Politica Mercato. Siamo forse veramente nel pieno del passaggio dalla POLITICA MERCATO A QUELLA CIRCENSE? Nell’incertezza, tutti gli illusionisti, nel frattempo, si mobilitino. Difronte a questa deriva credo che fermarsi sia assolutamente necessario. Il rischio è infatti di non rendersi conto che la Politica, qualunque siano le sue decisioni, mette nel mezzo la “ciccia della persone”, la loro vicenda umana, le proprie aspirazioni: IL PROPRIO DIRITTO/DOVERE DI ESISTERE. Questo può a mio avviso bastare a farci dire con forza che prima dei programmi, prima delle soluzioni giuste ed ingiuste è necessario nuovamente rifocalizzare che quando si parla di “OGNI SINGOLA VITA”:non è possibile scherzare non è possibile sfruttare non è possibile anteporre il proprio interesse personale non è possibile essere irresponsabili non è possibile illudere. La possibilità di crescere come paese e di poter fare le riforme che tanto attendiamo passa proprio dalla consapevolezza che non é possibile dire sempre tutto quello che ci passa per la testa solo perchè può tornarci comodo. Solo così potremmo sperare, solo così potremmo sognare senza illuderci. S.O.S STATURA POLITICA cercasi. L’ANGOLO DELLE IDEE: Vi racconto una vicenda che mi è capitata in settimana. Ero all’Ipercoop, e come spesso capita mi faccio attrarre dagli scaffali pieni di libri. Uno su tutti mi colpisce. Riporta sulla copertina l’immagine di un capellone, scalzo e seduto sopra uno splendido pianoforte a coda. Interrogando inconsciamente la mia idea di “estremo” percepisco che questa immagine per me rientra in questa categoria. Non resisto, apro il libro. Mi accorgo che non è un classico e neppure aspira esserlo,non è un romanzo, non è neppure un biografia, né tanto meno un reportage. Mi sembra piuttosto un collage di frammenti di vita. Bellissimo, la dedizione viscerale di un giovane per la cosa che ama di più al mondo: la musica. Divoro velocemente il primo capitolo, percepisco a pelle che ciò che sto leggendo potrebbe essere anche roba mia. Lo compro, ne assaporo la bellezza. A volte basta poco, solo un po’ di entusiasmo per capire che nella vita si può fare davvero. Buona strada a tutti Alessandro

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°13

UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO N°13 Uno strumento agile per provare a parlare di politica.Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di ideePer chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.itBloggherie: Qualcosa, allora, sta succedendo! Dico questo perché qualche giorno fa accendendo la televisione a tarda sera (il piccolo di casa non ne voleva saper di andare a letto) mi sono imbattuto in Gianfranco Fini e Dario Franceschini ospiti della trasmissione Ballarò. Sarà stata la notte che incombeva o le fatiche della giornata, ma a me sembrava davvero di vedere un documento dell’archivio Rai sulla fine di una stagione politica esaurita per usura della propria classe dirigente. Premessa: per quanto mi riguarda credo che nella definizione di NUOVO o di VECCHIO, determinanti siano le idee e non tanto l’età anagrafica di chi le formula. Certo, ad onor di cronaca, di frequente le idee “vecchie” vanno a braccetto con l’età avanzata ma non è sempre così. Ci sono esempi di arzilli vecchietti che, pur non imperversando in televisione, costringono, per fortuna, la società civile a confrontarsi con la freschezza delle loro intuizioni. Detto questo, quindi, l’altra sera ho avuto proprio la percezione che stessi osservando lo scontro tra alcune idee nuove, interpretate da un mix di vecchio e nuovo (Franceschini ed il Partito Democratico) ed altre idee vecchie (statiche e funzionali alla mera sopravvivenza) sostenute da personaggi ormai al tramonto (Fini e il PDL). Da una parte, una politica basata esclusivamente sulla rissa, sui discorsi contro e con l’unico intento di evidenziare le crepe dello schieramento avversario, dall’altra una politica che si propone di fare dell’unità ed omogeneità programmatica l’unica arma vincente per governare stabilmente ed impedire l’esplodere di personalismi interni. Dal 1994 ad oggi la vicenda Politica Italiana è infatti stata interpretata da personaggi che hanno fatto dell’essere “urlatori contro” il loro stesso elemento distintivo. Fare Politica ha voluto dire scontrarsi. Questi anni sono stati quelli in cui il mondo reale del Bar sotto casa si è trasferito improvvisamente in Parlamento: il luogo della decisione e della ricerca di mediazioni. E quindi si é stappato lo spumante (per beccare con il tappo l’avversario o per festeggiarne la caduta), esposto striscioni, tirato qualsiasi cosa dai banchi, persino picchiato….il Bar sotto casa si è trasferito, non solo nell’immaginario collettivo, nel luogo più sacro di una democrazia. In questo clima gli schieramenti politici (tutti senza eccezione) si sono quindi specializzati nella critica sterile alla parte avversa, pensando che questo gioco al ribasso potesse essere accettato all’infinito dall’opinione pubblica. Il dibattere è diventato progressivamente proprio il suo contrario: un parlarsi contro. E le idee: una specie in via di estinzione. Ma se è vero, come è vero, che ogni stato si merita i governanti che ha, anche la vita ordinaria è stata travolta da questa logica del nemico. I cittadini si sono progressivamente ritirati in un isolamento involontario, lasciando il campo agli urlatori di turno. Il Fini dell’altra sera rappresenta questa stagione politica. Una sicurezza ostentata oltre misura, parole contro (voi avete fatto, voi non avete fatto, distruzione, non ti permettere, sciocchezza….) non una proposta che fosse concreta, comprensibile, un compromesso su tutto, l’accettazione passiva di quanto sostenuto ed imposto dal compagno di partito Berlusconi. La stagione del “a noi conviene così, che ce ne importa se non c’è una logica in tutto questo”(OPERAZIONE CIARRAPICO) era lì in quello studio che si dibatteva alla ricerca di verità da vendere al consumatore finale senza istruzioni per l’uso, facendo per l’ennesima volta credito all’intelligenza dei cittadini. Ed improvvisamente il volto del coordinatore di AN mi è apparso vecchio come le sue parole, sterile come le idee che uscivano dalla sua bocca, prodotto di un tempo che le vicende degli ultimi mesi hanno contribuito a spazzare via. Il Partito Democratico ha innescato una fusione nucleare della politica italiana, gli atomi impazziti si muovono disordinatamente sullo scacchiere politico, percorrendo, in molti casi, strade già battute, assumendo le sembianze di “cose” già viste e così anacronistiche da apparire “strane”. Ed in questo processo di produzione di energia nuova gli slogan come “lotta di classe”, “saluto romano”, “proletariato” appaiono così privi di un reale riscontro nella società da far sorridere. C’è bisogno di novità, e questa passa solo attraverso le persone. C’è bisogno di proposte, e queste hanno bisogno di menti illuminate che le formulino. C’è bisogno di un’opinione pubblica che creda in una politica che possa fare e per questo si assuma responsabilità e, se necessario, sappia dire dei NO. Il bisogno é sempre frutto di un ragionamento. Se c’é bisogno, vuol dire allora che qualcosa sta accadendo. Molto dipende da noi, dalla nostra capacità di mobilitarsi, dal desiderio di contribuire a rendere visibile anche agli occhi degli altri che qualcosa realmente sta cambiando. Mi scuso se per questa settimana sono stato eccessivamente breve (qualcuno farà sicuramente salti di gioia) ma purtroppo il tempo a mia disposizione é stato troppo poco. Mi limito solamente a ricordare i 30 anni dall’uccisione di Aldo Moro e l’importanza che quell’evento ha avuto per la storia politica italiana. Di questo se volete ne parleremo la prossima settimana. Come PD di Montevarchi (domenica 16 marzo Auditorium Comunale ore 10.00) organizziamo un incontro per riflettere e ricordare quei giorni cupi della nostra storia. Buona strada Alessandro

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMNETO N°12

Uno strumento agile per provare a parlare di politica.Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di ideePer chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.itSommario:1) Bloggherie.2) Corrispondenze.3) L’angolo delle idee.1) BloggherieSole 24 ore di domenica 2 marzo 2008COSTI PROGRAMMA PDL: 72,65 – 87,7 miliardiCOPERTURA: 33,35COSTI PROGRAMMA PD: 19,7 – 28,3 miliardiCOPERTURA: 18,35E facciamoci del male…..Mi scuso con tutti voi per un inizio così poco emozionante. Sembra orami diventata una moda: numeri ed ancora numeri sbattuti sulla nostra faccia da più parti ed utilizzati contro tutto e tutti. Non é certo mia intenzione continuare su questa strada di cui intravedo più risvolti negativi che positivi. E’ bene, però, mettersi in testa che questa campagna elettorale le forze politice in campo se la giocheranno tutta sulla loro CREDIBILITA’.Ed allora ben vengano i numeri (pochi e ben argomentati) se CREDIBILI e quantificabili.Se, per onestà di cronaca, anche la copertura del PD avrebbe bisogni di alcuni ritocchi, impressionante e, permettetemi, sconcertante, il divario tra le promesse del programma della PDL e la reale fattibilità .Che ci sia qualcosa sotto?Che sia l’ennesimo gioco alla promessa più eclatante?Lo so, non é molto elegante parlare male del proprio avversario politico, ma io non sono Veltroni (il candidato) e neppure sono in corsa per Camera e Senato. Detto questo, e solo a titolo informativo, dopo aver accennato all’argomento fattibilità dei programmi (per approfondire vi invito a leggere l’articolo del Sole 24 ore) e visto che un’analisi economica delle varie voci di spesa dei due schieramenti ci porterebbe troppo lontano (e forse ad un bel pisolino informatico), vorrei divertirmi a fare le pulci ai due programmi, soffermandomi però su un aspetto forse minore (meno interessante???) ma che professionalmente e per studio mi appassiona da sempre: l’utilizzo della PAROLE.Qual’é l’idea “comunicativa” che sta alla base dei due programmi?Quali le parole che ricorrono più frequentemente?Programma della PDL:- MISSIONE (termine utilizzato solitamente da chi si sente in possesso di una verità assoluta.Tipica di una situazione di emergenza permanente).- STRAORDINARIO (di nuovo l’emergenza),- PIU’ SICUREZZA-PIU’ GIUSTIZIA (entrambe necessarie, ma forse in ordine sbagliato. Meglio se PIU’ GIUSTIZIA e quindi PIU’ SICUREZZA).- GRADUALE e PROGRESSIVO (ogni buon progetto ha bisogno di obiettivi. Solo così é possibile programmare. Nella sez. del programma dedicata alle TASSE, questo binomio di graduale e progressivo, su un totale di sette punti, ricorre in ben tre punti.Nei restanti quattro, invece, si preferisce ricorrere ai termini ELIMINAZIONE ed ABOLIZIONE).- ELIMINAZIONE/ABOLIZIONE- GRATUITO- DETASSAZIONE-DRAMMATICO-NORD/SUDe per ora mi fermo qui.Programma del PD:- VALORI- VERITA’ – CERTEZZA- MERITO- REALE-REDISTRIBUZIONE- TALENTO-TENACIA-SEMPLICITA’-COMPRENSIBILE.Da questa analisi veloce emerge chiaramente una diversità di linguaggio che si traduce in:due diverse chiavi di lettura della realtà. due modi di comunicare diversi. due visioni del mondo. Ed é proprio in questo approccio diverso alle problematiche trattate (sintetizzato dall’utilizzo di un proprio linguaggio) che prende forma la più marcata differenza tra i due schieramenti. E’ proprio delineando i due orizzondi di valori che viene a cadere la convinzione di quanti sostengono l’uguaglianza assoluta dei due programmi.No grazie signori. No grazie On. Berlusconi: i programmi non sono una fotocopia, quello che cambia é l’orizzonte. Per dirla con una parola grossa: “l’anima”.Si parla di valori là dove si dibatte e si é dibattuto. Se, poi, questi valori sono stati codificati e messi per iscritto (CARTA DEI VALORI) in modo chiaro e non “politicante” (per usare un termine grillino o grillese…no so come si dica) la conseguenza é che nessuno é in grado di abbassare la guardia neppure per un istante.Noi, io, molti amici (spero anche tutti voi) ripartiamo da qui. E per me che in questi trentatrè anni di vita ho visto la politica ridursi ad una forma primitiva di concentrazione di potere, tutto questo sembra UNA RIVOLUZIONE precedentemente solamente sognata.2) CorrispondenzeLe mie parole della scorsa settimana hanno provocato reazioni da parte di molti amici. Qualcuno mi ringraziava per la tenacia dimostrata (zuccherino) per poi sottolineare le anomalie nella definizione delle liste (principalmente in Campania), altri mi consiglaivano di andare al mare il giorno delle elezioni Politiche.Innanzitutto li ringrazio per la tenacia e la passione che hanno messo nel rispondermi. Scrivere e riflettere di politica (anche con critiche, sopratutto con critiche) é già un passo avanti rispetto al passato.A loro, però, mi sento di dire che é adesso il momento della SPERANZA. Mai come in questo momento possiamo realmente contribuire a costruire una nuova casa. Di solito tra la fase di inizio lavori e il momento della consegna della chiavi da parte del costruttore passa un bel pò di tempo. E questo non é casuale. Tutto questo tempo é necessario per verificare lo stato dei lavori e correggere le eventuali imperfezioni. In questa ottica mi sento di inquadrare il cammino del PD. Un faticoso ed entusiasmante cammino della “speranza”, dove ogni giorno é relamente differente dal giorno prima e dove finalmente molti cittadini hanno trovato uno spazio reale per poter sostenere le proprie idee.E poi, cari, amici, non ci dimentichiamo della PRIMARIE che, per fortuna, non faranno sconti a nessuno. Ma questo ci porterebbe troppo lontano, caso mai ad un prossimo numero di UNAPAROLAUNCOLLEGMANETO.3) L’angolo delle idee:Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un ape.Un trifoglio ed un ape.E il sogno.Il sogno può bastare,se le api sono poche.Una poesia di Emily Dikinson per ribadire l’importanza del nostro SOGNO.Buona strada a tutti.Alessandro

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMNETO N°11

Uno strumento agile per provare a parlare di politica.Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di ideePer chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.it SOMMARIO 1)Bloggherie 2)L’angolo delle idee SOMMARIO 1)Bloggherie 2)L’angolo delle idee1)Bloggherie Cari amici: “che mal di pancia”. Tranquilli, non sono stato colpito dall’ennesimo virus di questo lungo inverno, né tanto meno mi sono cimentato in un’abbuffata culinaria senza freni. Non vi preoccupate. L’origine del mio temporaneo malessere è molto chiara ed ha una ragione prettamente politica: l’accordo raggiunto con i Radicali. Dal momento che questo spazio nasce con la volontà di essere luogo libero di confronto e dibattito, cercherò di spiegare le mie perplessità augurandomi di NON TROVARVI POI TUTTI D’ACCORDO (attendo opinioni e critiche). Quindi, la domanda: che ci stanno a fare i Radicali nel Partito Democratico? Certo, é vero, un Partito che nasce dallo scioglimento (e non dalla fusione) di altri due, non può essere sinceramente ostile all’ingresso di altri soggetti (nel senso di persone) nelle proprie fila. Ma nello stesso tempo, un partito che é la risultante di un percorso di avvicinamento tra il cattolicesimo democratico ed il socialismo democratico ha comunque il dovere di circoscrivere il proprio orizzonte di valori. Ripeto allora: che ci stano a fare i Radicali? Se bramavano dalla voglia di far parte del PD, potevano sciogliersi e poi confluire in tempi non sospetti e senza attendere le elezioni. Se morivano dal desiderio di far parte del PD, avrebbero potuto partecipare alla grande mobilitazione di società civile che ha dato vita al Partito stesso. Se ogni argomentazione che sottopongono vive solo perché “radicale” e non discutibile, come potranno trovare percorsi condivisi. Perché le motivazioni che hanno portato molti di noi ad aderire ad un soggetto politico come il PD possono essere molteplici, ma una, credo, ci accomuni tutti quanti a prescindere dalla presenza o meno di storia politica nel proprio DNA: l’effetto big bang. Il PD, nei suoi intenti, è infatti principalmente un’operazione di rottura del già detto, del già fatto, è “energia rinnovabile”, strumento” non convenzionale” di lotta al politicamente corretto. E allora, ripeto: che ci stano a fare i Radicali? Non vorrei però, e lo dico con preoccupazione, che questa affermazione ripetuta da molti, e non sempre con spirito costruttivo e di comprensione, risultasse effettivamente motivo di eccessiva tensione e di eventuale abbandono di una Barca (PD) ritenuta troppo al largo per le proprie sensibilità politiche. A questi amici rivolgo l’invito di guardare i fatti con l’occhio critico di chi teme una deriva incontrollabile su certi temi (principalmente etici) ma anche con lo spirito costruttivo che ha animato il PD in tutto questo periodo: l’atteggiamento di chi sa che solo scommettendo sulle idee e la loro formulazione è possibile portare il nostro Paese fuori dalle sabbie mobili di un isterico immobilismo politico. E mi spiego. E’ sotto gli occhi di tutti che nell’approcciarsi a questo accordo ci siano stati degli errori da parte della nostra dirigenza nazionale. Errori di comunicazione, di metodo, di opportunità politica. L’idea che di questo accordo l’opinione pubblica si è fatta, e noi con lei, è stata senza dubbio un concentrato di tutto quello che non volevamo più vedere. Questo ci deve far riflettere ma nello stesso tempo non ci deve far desistere. Perché è nell’infanzia che si riesce a plasmare il carattere del bambino, è ora che possiamo realmente contribuire a correggere, con il nostro sforzo e le nostre idee, le anomalie di “ogni crescita”. Per fare questo c’è bisogno dell’apporto di tutti. A maggior ragione in un momento in cui l’anomalia di una legge elettorale (ne carne ne pesce, definita “uno schifo” da quelli che l’avevano fatta) ci costringe a comportamenti non sempre coerenti o forse neppure totalmente condivisibili.E non vi appaia come l’invito di montanellina memoria a tapparsi il naso e scegliere il male minore. No, non più. Questo fa parte di una stagione politica che non vogliamo ripercorrere. E’ piuttosto l’invito a considerare il ruolo di ognuno come fondamentale per il partito stesso, a percepire l’idea di cui ognuno è portatore, come indispensabile alla crescita e maturazione del partito stesso. Del resto questa è la responsabilità che l’intero paese in questo momento sembra affidarci. I 3 milioni di persone delle primarie, la laboriosa attività dei circoli che si sono formati nelle città della penisola, le molte facce nuove all’interno dei direttivi delle varie zone, l’entusiasmo di un ventenne e la saggezza di un settantenne sono la nostra scommessa e la garanzia di futuro. Tra questi estremi si andrà a comporre il sistema di valori del nostro Partito. Con alcuni sarà più facile mettersi intorno ad un tavolo e discutere, con altri difficilissimo. Ma se alla fine a vincere saranno le idee, allora la sfida del PD sarà vinta, altrimenti come dicevano Benigni e Troisi in un celebre film “NON CI RESTA CHE PIANGERE”. Ma questa é storia futura, ora c’è la competizione politica e anche se non andiamo poi così tanto soli vale la pena di viverla fino all’ultimo secondo con uno slancio politico rinnovato e la voglia di esserci che da molti era stata data ormai per defunta ma che invece è quanto mai viva tra la gente che incontro giornalmente. 2)L’angolo delle idee Sto finendo di leggere “Spingendo la notte più in là”, il libro di Mario Calabresi. Un libro capitato sulla mia scrivania quasi per caso, ma che ha saputo catturarmi come uomo e come cittadino. Per me che ho da sempre guardato alla vicenda italiana degli anni ‘70 con gli occhi analitici del ricercatore é stato come mettere l’anima a delle vicende che fino ad ora avevo analizzato solamente nelle loro ripercussioni sulla sfera pubblica senza mai considerarle nella loro veste privata. La storia della Famiglia Calabresi, di quei giorni del 1972 in cui il Commissario fu ucciso, unita alle tante storie dei familiari delle altre vittime della follia di quegli anni mi hanno improvvisamente ripresentato la vecchia e sempre attuale questione del confine sottile tra pubblico e privato, tra ciò che mi riguarda e ciò che invece non mi appartiene. E di nuovo torna la domanda: che centra questo con il PD?Centra e come se c’entra. E’ dovere di ogni Partito, tanto più del Partito Democratico, riuscire a congiungere queste due sfere, abbattendo vecchi isolamenti, creando condivisione di storie, cucendo l’inevitabile frattura tra ciò che mi riguarda e ciò che non mi riguarda. Credo che tutto questo sia doveroso, ma soprattutto urgente. Credo che la Politica abbia troppo a lungo abdicato a questa sua funzione riequilibratrice. E’ l’ora di cambiare marcia, di riappropriarsi della memoria per fare strada nuova. Se potete leggete questo libro, e se vi va discutiamone insieme. Buona strada Alessandro

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UNAPAROLAUNCOLLEGAMNETO N°10

MATERIALE PD.zipUno strumento agile per provare a parlare di politica.Perchè POLITICA é principalmente confronto tra idee e comportamenti alla ricerca costante del bene possibile.Provocazioni d’inchiostro sul fondo bianco di una pagina mail rivolte a tutti quegli amici che condividono o vorrebbero condividere l’esperienza politica.Tormentone di cui é giusto accusare quei pochi amici che, sciagurati, mi hanno sollecitato a mettere in comune un pò di ideePer chi si fosse già annoiato prima di iniziare, può chiedere di essere cancellato della lista all’indirizzo mail bencini.alessandro@virgilio.itSOMMARIO:1)BLOGGHERIE2) DAL MONDO:1)BLOGGHERIE Nasce il PD e ritorna anche UNA PAROLA UN COLLEGAMENTO. Nasce il PD perché il PD è principalmente un partito di “popolo” che guarda alla gente e dalla gente prende la sua stessa legittimazione ad esistere. Nasce il PD, quindi, perché nascono i vari organismi territoriali, perché i cittadini sono tornati alle urne in tutti i comuni per eleggere gli organismi comunali e contribuire alla rielezione di quelli provinciali. Ed è stato per l’ennesima volta la dimostrazione di come, quando interpellata, la gente “quella che ha letto un milione di libri, come quella che non sa nemmeno parlare” per dirla con De Gregori, risponde e come se risponde. Solo a Montevarchi (la realtà che ho più sott’occhio) mille persone si sono recate al voto, senza che, come per il 14 ottobre 2007, una campagna di stampa avesse creato attesa nell’opinione pubblica. Risultati inaspettati che necessitano di grande senso di responsabilità da parte di tutti. La gente non ha infatti firmato un contratto in bianco, ha bisogno di segni tangibili di rinnovamento. Questo slogan che ci ripetiamo da molti mesi, ora più che mai deve tradursi in azioni concrete. Perchè la Politica con la “P” maiuscola la giudichi nei momenti in cui “deve prendere decisioni”, ed il prossimo appuntamento elettorale rappresenta, da questo punto di vista, il banco di prova per eccellenza. In poche parole la gente ci chiede: dateci veramente prova che siete portatori di quel cambiamento di cui tanto andate parlando. Alcuni segnali importanti già ci sono stati: – corriamo da soli: finalmente le decisioni giuste o sbagliate si prenderanno in famiglia. E sarà molto più probabile mettere d’accordo chi abita la stessa casa piuttosto che coinquilini di case a volte troppo strette. La differenza tra Centro Destra e PD, in questo caso è evidente. Da una parte una semifusione interessata, cioè sospinta da contingenze elettorali, imposta da una leadership carismatica. Dall’altra la creazione di un partito ex novo, prodotto dello scioglimento di altri due, grazie alla fatica del confronto con la realtà e con le grandi contraddizioni che ogni nuova stagione comporta. Caratterizzato dallo sforzo di unire ciò che prima era diviso, fondere realmente attorno ad un progetto condiviso modi diversi di fare politica. – parliamo un linguaggio nuovo: Veltroni ha impostato tutta la campagna elettorale su un nuovo modo di comunicare, ricercando parole e temi nuovi. E là dove c’era la necessità di affrontare, purtroppo per l’incapacità di risolverle in passato, tematiche vecchie,è riuscito ad argomentarle da prospettive nuove. – puntiamo al rinnovamento generazionale: la segreteria Nazionale sta dimostrando di avere il coraggio necessario per fare ciò che era giusto fare, provando a delineare quel ricambio generazionale tanto auspicato. Cosa non facile vista la quantità di “REPERTI ARCHEOLOGICI” (senza offesa naturalmente) che ci portiamo dietro, ma indubbiamente necessaria. Su questo mi piacerebbe aprire un dibattito con tutti voi e provare a capire · che cosa intendiamo per ricambio generazionale? · come é possibile praticarlo nei fatti? · é possibile solamente grazie ad una leadership forte? · é possibile solamente se Veltroni decide di far correre nel Lazio una ragazza di 29 anni oppure c’é la reale possibilità che diventi costume? Nel prossimo numero di UNAPAROLAUNCOLLEGAMENTO affronterò anche questo tema, se nel frattempo vorrete contribuire con le vostre opinioni ve ne sarei grato. – Abbiamo scelto 12 punti programmatici importanti: INFRASTRUTTURE E ENERGIAMEZZOGIORNOSPESA PUBBLICA MENO TASSE DONNEAFFITTI PIU’ FACILI BAMBINI SCUOLA E UNIVERSITA’ LOTTA ALLA PRECARIETA’SICUREZZA GIUSTIZIA E LEGALITA’ RIFORMA TV 2) DAL MONDO: Obama sta vincendo la sua battaglia politica. E’ riuscito a convincere tutti quegli americani scettici. E’ riuscito a cogliere quel desiderio di svolta che era latente nel Paese ma che non riusciva a trovare un naturale sbocco politico. Per fare questo, la storia ci insegna, c’è bisogno di idee ma soprattutto di chi, poi, queste idee le incarna. Obama é riuscito in questo, con il ragionamento e non con slogan preconfezionati, perchè questo é un altro punto e forse il punto più importante di questa campagna elettorale ” POST BUSH”: se dovesse vincere le primarie e poi le elezioni non sarà stato uno slogan a prevalere ma le argomentazioni ed un percorso politico totalmente nuovo. Per questo numero mi fermo qui. Molte cose ci sarebbero da dire ma le lascio a voi ed ai vostri contributi.Una precisazione ancora. Molti mi hanno richiesto di inviare una mail piuttosto che utilizzare lo spazio blog. Dal momento che ci sono opinioni contrastanti a riguardo, vi invio la mail e pubblico il testo anche sul Blog così accontento e scontento tutti. Una buona strada a tutti Alessandro N.B spero di farvi cosa gradita se vi allego un pò di materiale del PD (dateci un’occhiata). Per gli amici di Montevarchi, rinnovo l’invito del Coordinatore Brogi, a presentarsi domenica 24 febbraio ore 10.00 presso la Bartolea per l’assemblea cittadina per contribuire con nuove proposte alla scelta delle candidature per il Parlamento.

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